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“A scuola di … Energia!”: cl. 5^ di Cesiomaggiore in visita alla centralina idroelettrica

VISITA DIDATTICA: Impianti Centralina idroelettrica Monte Teverone e Funesia

nel Comune di Chies d’Alpago. 

CLASSE 5^ SCUOLA PRIMARIA DI CESIOMAGGIORE  

DATA: 15 aprile 2019

Progetto-concorso: “A scuola di…Energia!”; promosso dalla Bim-GSP di Belluno.

Maestra referente: Marzia Brugnaro

Accompagnatori: Brugnaro Marzia, Pison Noris (sostituisce Furlan Monica) e Canzian Gisella.

RELAZIONE

Lunedì 15 aprile alle ore 8.45 la classe 5^ è salita sul pulmino messo a disposizione gratuitamente dalla Bim-GSP, con i mezzi di trasporto del Comune di Santa Giustina, per recarsi in visita alle centraline idroelettriche del Monte Teverone e torrente Funesia che si trovano nel Comune di Chies d’Alpago.
Siamo arrivati alle 9.30 a Lamosano, dove si trova la piazza del Municipio e abbiamo incontrato l’ingegnere Egon Soccol, il quale ci ha mostrato i danni causati dalla frana sul torrente Tessina.
Sulle case abbiamo visto delle crepe profonde causate dalla frana che sta continuando a muovere il terreno, costringendo gli abitanti a lasciare le proprie case.
I due impianti, in funzione dal 2013, sono particolari perché si trovano uno sotto l’altro e svolgono 2 funzioni complementari:  nel primo, dove era presente la frana, è stata costruita una galleria drenante lunga 1250 m all’interno del monte Teverone per alleggerirne il peso e rallentarne il movimento; nel secondo, attraverso la galleria drenante, l’acqua viene scaricata nel torrente Funesia, dove è situata l’opera di presa ad una quota di 797m sul livello del mare e che, arrivata nella centrale attraverso un tubo lungo 1,9 km, aziona una turbina di tipo Pelton: essa funziona come la ruota di un mulino ma disposta in orizzontale facendo 750 giri al minuto.
L’ingegnere ci ha spiegato che per avere energia ci servono 2 cose: l’acqua e un dislivello.
Le centrali che abbiamo visitato prendono l’energia potenziale, data dalla massa d’acqua che si trova in alto e, attraverso la condotta forzata, la trasformano in energia cinetica (di movimento).  Dalla condotta forzata l’acqua scende velocemente e viene trasferita alla turbina che, ruotando, passa al generatore e la trasforma in energia elettrica; attraverso dei cavi e per mezzo di un trasformatore viene poi trasportata in tutta la rete nazionale dell’Enel che può fornire corrente elettrica per circa un migliaio di famiglie.
Un’altra cosa importante è che non inquina poichè proviene da una fonte rinnovabile e l’acqua che viene utilizzata non subisce nessuna variazione chimico-fisica, così può essere rilasciata nell’ambiente.
Verso mezzogiorno, dopo aver fatto una sosta per la merenda, abbiamo ringraziato e salutato l’ingegnere e siamo risaliti sul pulmino per ritornare a scuola, più consapevoli delle difficoltà ma anche delle opportunità che ci offre questo nostro territorio.

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